Carie nei denti da latte, cura e prevenzione - Odontoiatria & Ortodonzia
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Carie nei denti da latte, cura e prevenzione

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Carie nei denti da latte, cura e prevenzione

Per la prevenzione della carie dei denti da latte, e poi dei permanenti, i pediatri dovrebbero lavorare molto sulle mamme, anzi, ancora prima, lo dovrebbero fare i ginecologi mentre le donne aspettano il bambino. Purtroppo questo avviene di rado. Possiamo distinguere fra la “normale” carie dei denti da latte (che interviene dopo un pò di anni dall’eruzione dei denti, intorno al 4°/5° anno di vita) e una sindrome particolare (in un quadro clinico molto grave), oggi chiamato ECC (carie infantile molto precoce, dall’inglese) fino a ieri chiamata “carie da biberon”. Si tratta di situazioni simili, ma la ECC insorge molto precocemente ed è gravemente e rapidamente destruente interessando i denti da latte APPENA SPUNTATI. La causa della carie è sempre solo ed esclusivamente una in qualsiasi fascia d’età, da zero a novantanove anni: zuccheri + batteri (placca). E quindi anche se ci possono essere una enorme varietà di cause favorenti o scatenanti (di cui cercherò sommariamente di parlarvi) la vera causa sono i germi che fermentano gli zuccheri a contatto con lo smalto creando un ambiente acido che crea la carie e non solo. Quindi se non ci fossero zuccheri o batteri nella bocca la carie non esisterebbe!

 

Tranne qualche raro caso di pediatra che cerca di proporre un’alimentazione salutare ai genitori per combattere quella spazzatura impostaci dalla pubblicità, i nostri figli rischiano, oltre alle carie, l’obesità, l’ipercolesterolemie infantili, diabete, problemi circolatori, ipertensione precocissima, difficoltà di comunicazione e relazione interpersonale. E mi dimentico sicuramente una bella quantità di gravissime conseguenze. Il danno è dovuto sia alla quantità totale giornaliera di zuccheri raffinati, sia SOPRATTUTTO alla loro frequenza di assunzione. Ovvero lo SNACKING (abitudine deleteria per i denti), di mangiucchiare frequentemente più merende (zuccherate) al giorno. L’azione cariogena degli zuccheri dura ore ed ore. O meglio, in caso di snacking forsennato, non si da tempo allo smalto di ripararsi fra un pasto e l’altro, così che la saliva non scende mai di acidità a causa della reiterata ed compulsiva assunzione di schifezze zuccherate. Se pensate che al bambino basti lavarsi i denti per evitare danni sappiate che NON FUNZIONA. Infatti se c’è un eccesso di quantità e di frequenza di assunzione di zuccheri, non c’è spazzolino che tenga: la carie, prima o poi, esce fuori di sicuro. Per farvi un esempio è come se un diabetico mangiasse un’ intera colomba pasquale farcita di nutella, pensando che con una doppia dose di insulina riporta tutto alla normalità! Può funzionare secondo voi?

 

Ci sono molti fattori che possono far si che, a parità di schifezze igienico alimentari, un bambino si ammali di carie ed un altro no. Come già detto la causa principale è lo snacking frequente, poi la presenza di germi particolari nell’ambito orale, vista la moltitudine di batteri che vegetano normalmente nella nostra bocca, tra i quali lo streptococco mutans e i lactobacilli che aumentano la probabilità di carie e danni collaterali. Uno dei modi per cui la bocca dei bambini è a rischio contaminazione germi, è perché direttamente vengono trasmessi dalla madre. Infatti, se la mamma ha il cavo orale contaminato da germi o carie, questi vanno a contagiare quello del bambino in vari modi: assaggiando la pappa ed imboccando il figlio con lo stesso cucchiaino oppure, raccogliendo il ciuccetto caduto, e in assenza di acqua corrente, ripulirlo mettendoselo in bocca prima di riproporlo al bimbo. Comportamenti antigenici ed aberranti alle volte, ma visti milioni di volte, no? E poi si sottovaluta costantemente il pericolo saliva, in quanto ci sono soggetti che ne producono in abbondante quantità, con acidità diverse e presenza delle più disparate tipologie di batteri e germi. Oggi giorno dai dentisti, grazie a semplici test, tutti questi fattori di rischio sono analizzabili e di conseguenza è più facile individuare il fattore rischio-carie bambino o adulto che sia.

Il VALORE di un dente da latte é in relazione all’ età del bambino. Per fare un’esempio, se una carie è presente già a tre anni su un molaretto da latte, il recupero di questo elemento é di grande e primaria importanza perché il dente nuovo e permanente spunterà a 10 anni circa. Quindi il bambino, dovrà alimentarsi, masticarci e, in assenza di dolori e infezioni, crescerci, sviluppando il contenitore, ovvero l’osso che in assenza del contenuto, cioé il dente, avrà la mancanza di quella che noi ortodontisti chiamiamo la “matrice funzionale” non sviluppandosi adeguatamente. Nel caso dei denti frontali, gli incisivi (che vengono cambiati molto prima, a sei anni) se distrutti dalla cosiddetta carie da biberon, farà venire a mancare il cosiddetto “sigillo anteriore”, comportando un serio problema:

la lingua si muove troppo liberamente riproponendo lo schema della deglutizione infantile cioè, un modello di postura della lingua simile a quando il bambino viene allattato al seno, sbagliato quindi per il corretto sviluppo delle arcate. Infatti in caso di postura errata della lingua (deglutizione infantile) si crea il morso aperto, o, la terza classe (ipersviluppo della mandibola) o ancora, il morso incrociato (palato stretto).

In sostanza il danno della carie dei denti da latte, è molteplice: sofferenze, infezioni, necessità di somministrazione di antibiotici, difficoltà di alimentazione e di crescita. La conseguenza di tutto ciò porta alla necessità di apparecchi ortodontici, di cure complicate, costose, potenzialmente traumatiche per bambini così piccoli, con complicanze agli organi a distanza, quali cuore, reni, occhi, etc..

Se il bambino invece ha 9/10 anni, la conservazione di questi molaretti da latte ha un valore molto minore, o nullo, perché ben presto arriveranno i denti nuovi permanenti. Ma se i denti da latte sono molto rovinati si potrebbero comunque verificare seri danni ai permanenti corrispettivi.

Il danno può essere:

diretto, perchè in presenza di un ascesso si può bloccare la permuta regolare e il dente nuovo può nascere storto o in ritardo, per il danno diretto dell’infezione sullo smalto del dente sottostante;

indiretto, perchè un dente da latte rovinato crea un’ambiente orale estremamente inquinato da germi nocivi che possono contribuire alla carie sia dei permanenti sia degli altri denti da latte rimasti.

Quindi i denti da latte rovinati (in qualsiasi età li consideriamo) vanno curati a perfezione, tale e quale a quelli di un adulto, oppure eliminati e messo se necessario, un MANTENITORE DI SPAZIO.

 

Foto Credit: CC0 Public Domain – Libera per usi commerciali – pixabay.com

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